ONLUS iscritta al Registro Regionale del Volontariato : Documenti

RELAZIONE MORALE 2017

CENTRO DI AIUTO ALLA VITA VERBANESE
ONLUS iscritta al Registro Regionale del Volontariato

RELAZIONE MORALE ANNO 2017
Nell'anno 2017 il nostro Centro ha visto nascere 10 bambini, per un totale di 291 nuove vite aiutate a nascere dal 1982, anno di apertura della sede.

La nostra utenza quest'anno è stata complessivamente di 84 donne:
14 gestanti, 3 delle quali dall'anno precedente.
70 donne non gestanti, con figli fino ai tre anni, assistite con varie forme di aiuto.

In diversi casi abbiamo procurato mobili e elettrodomestici usati che ci sono stati donati, biancheria, oggetti per la casa ecc. Oltre ai corredini forniti ai neonati (con integrazioni ad ogni cambio di taglia), abbiamo fornito abbigliamento a 155 bambini. Specifichiamo che nel caso di famiglie numerose cerchiamo di rispondere alle richieste di abbigliamento anche per i bambini più grandi e che il servizio di riciclo abiti si estende ai bambini di famiglie in difficoltà fino a circa 13 anni.

Quest'anno il Comune di Verbania ha contribuito alle attività delle associazioni caritative della città, devolvendo una cifra anche al nostro centro.

Il consueto contributo della Diocesi quest'anno ha subito uno slittamento, dovuto al cambiamento delle condizioni mediante le quali è possibile accedere alla distribuzione dei fondi dell'otto per mille.
Abbiamo presentato alla Diocesi un progetto che prevede aiuti concreti alle donne incinte con intenzione di ricorrere all'i.v.g. e a famiglie che, pur avendo accettato una gravidanza, si trovano in difficoltà economica. Il progetto comprende aiuti concreti studiati sui singoli casi e un supporto psicologico e medico con la collaborazione di professionisti ove necessario nei casi in cui non sia possibile rivolgersi alle strutture pubbliche (ad es. perché il consultorio consiglierebbe l'i.v.g., etc.)

Dal novembre 2017 abbiamo attivato un progetto in collaborazione con la Fondazione Comunitaria del VCO con il quale stiamo acquistando quanto necessario a gestanti, neonati e bambini fino ai tre anni di età di famiglie in difficoltà economica. Il progetto ci permetterà di far accompagnare a livello psicologico quattro persone in età riproduttiva in caso di post aborto e per qualsiasi problema per il miglioramento della qualità della vita nei rapporti famigliari e interpersonali.

Lo stesso progetto permetterà di offrire a dieci persone un corso di regolazione della fertilità umana tenuto da un'insegnante specializzata.

Per quanto riguarda l'aiuto alle donne che dobbiamo aiutare ad evitare l'aborto, abbiamo appoggiato l'iniziativa “Zainetto per la vita” patrocinato da Federvita Piemonte. Si tratta di contributi erogati a distanza da parte di famiglie e gruppi per evitare che una gravidanza venga interrota per meri problemi economici. Siamo a disposizione per informazioni e raccolta fondi da destinare all'iniziativa.
Abbiamo inviato al Punto Famiglia per la frequenza al corso sulla regolazione naturale della fertilità alcune utenti.
Durante la Giornata della Vita 2017 sono state raccolte offerte per \ 2.714,73 Ringraziamo di cuore tutti i benefattori e i sacerdoti delle Parrocchie che hanno aderito all'iniziativa.

Un ringraziamento particolare va alle volontarie che seguono le utenti, a chi si occupa di riordinare il magazzino e a chi si occupa dello spostamento dei mobili e degli oggetti di puericultura pesante e della distribuzione delle primule durante la giornata per la vita.
A tutti i volontari, ai soci, ai benefattori e a quanti pregano per l'attività del Centro auguro di cuore anche per questo nuovo anno buon lavoro per la vita.

Il Presidente
(Laura Cristofari)

Verbania, 24 gennaio 2018

È Vita fin dal primo istante del concepimento:

A dirlo non è la Chiesa ma la scienza

Cade la frontiera del 14° giorno per l’inizio della vita nel grembo materno e anche tutta l’impalcatura della provetta, dell’utero in affitto, della pillola del giorno dopo…Uno studio realizzato in America rileva che l’embrione umano è in grado di auto-organizzarsi autonomamente secondo un piano di sviluppo ordinato anche in assenza di segnali esterni.

Nel lontano 1984 la Commissione d’inchiesta inglese Human Fertilisation and Embryology concluse i suoi studi, cominciati due anni prima, sulla sperimentazione degli embrioni umani. Emanò un rapporto, il famoso rapporto Warnock, dal nome della sua presidente Mary Warnock una pedagogista e filosofa del Regno Unito. Eravamo nel luglio del 1984 e il Rapporto della Commissione di Inchiesta sulla Fecondazione ed Embriologia, appunto il Rapporto Warnock, stabilì che prima del quattordicesimo giorno dal momento della fecondazione l’embrione non può essere considerato un individuo biologico. Le motivazioni addotte riguardano il fatto che solo al 14° giorno si ha il completamento dell’impianto in utero, cominciato 7 giorni prima, e che solo verso il 14° giorno si evidenzia la comparsa della “linea primitiva” (che indica l’avvenuta differenziazione tra le cellule dell’embrione vero e proprio e le cellule che invece formeranno i tessuti placentari ). Questo Rapporto ha dato origine alla “Human Fertilisation and Embryology Act” del 1990 che disciplina il trattamento della fertilità umana e la sperimentazione con gli embrioni umani. Il suo effetto pratico fu quello di richiedere le licenze per le procedure come la fecondazione in vitro e il divieto per la ricerca che utilizza gli embrioni umani oltre i 14 giorni. Come disse Suzi Leather, ex presidente della Human Fertilisation and Embryology Authority, questo è stato “forse il più grande successo del comitato Warnock, che è riuscito a ottenere un consenso etico condiviso”. Il limite di 14 giorni del piccolo embrione-essere umano sembrava allora una conquista etica, ma in realtà fu l’inizio di una deriva etica impressionante. Da allora sul piccolo embrione è stato fatto di tutto. Infatti se prima dei 14 giorni l’embrione “non è un individuo biologico” (della specie umana) sarà possibile ….costruirlo in provetta, congelarlo, selezionarlo, estrarre da lui le cellule staminali embrionali, impiantarlo in utero, togliere dall’utero quelli in sovrannumero, impedirne l’impianto con la spirale, con la pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo. L’ultima frontiera, per ora, è l’utero in affitto (chiamata gentilmente e laicamente “gestazione per altri”). Ricordiamo che Mary Warnock, ora 92enne, è stata fatta baronessa del Regno Unito e si sta occupando dal 2008 di eutanasia per le persone con demenza alle quali, secondo lei, dovrebbe essere consentito di scegliere di morire se si sentono “un peso per la loro famiglia o allo Stato”.

Ora però uno studio realizzato alla Rockefeller University di New York e all’Università di Cambridge, pubblicato contemporaneamente su due pubblicazioni di “Nature” e “Nature Cell Biology”, ha cercato di indagare cosa succede nei primi 13 giorni di vita dell’embrione umano, nella fase detta blastocisti, cioè dal concepimento alla fine dell’annidamento nella mucosa uterina della madre (cominciato al 6° / 7° giorno di vita).

Lo studio afferma che l’embrione umano è in grado di auto-organizzarsi autonomamente secondo un piano di sviluppo ordinato anche in assenza di segnali esterni. Cioè che l’embrione “vive”. Inoltre si è visto che ci sono differenze inaspettate tra i modelli animali e gli embrioni umani per quanto riguarda la diversificazione delle linee cellulari, dalle quali dipendono l’organizzazione dei tessuti dipendenti dai geni. E ancora che la ricerca sui… topi non basta assolutamente per avere un’idea della vita umana. Dunque l’embrione umano non è un grumo di cellule (come dicevano i Radicali di Pannella e Bonino al tempo della legalizzazione dell’aborto), né un essere indistinto e informe né un “prodotto del concepimento” come veniva sprezzantemente definito. Sappiamo che queste ingiuste e antiscientifiche definizioni di embrione furono usate per giustificare, secondo l’etica laicista, la fabbricazione in provetta, la pillola del giorno dopo, la spirale, la sperimentazione ecc. In Italia è vietata la ricerca sugli embrioni umani, ma all’estero si fa con un limite alla sperimentazione posto dal 1984 al 14° giorno di vita. Ora con questo nuovo studio bisogna tornare indietro dai 14 giorni, e, come dice “Nature”, è ora di mettersi a ridiscutere quel limite di 14 giorni e spostarlo. La vera scienza l’ha sempre detto, il Magistero della Chiesa Cattolica l’ha sempre sostenuto. Dal concepimento non c’è salto, né trasformazione perché l’embrione umano, come scrisse magistralmente il genetista gesuita Angelo Serra, ha uno sviluppo “continuo, graduale e coordinato”. E pensare che questo ultimo studio pubblicato da “Nature” è il risultato di embrioni coltivati in provetta alla Rockefeller University e a Cambridge, non nel ventre della loro legittima madre, ma su un substrato artificiale. Speriamo che, dopo aver aperto gli occhi, cominci un nuovo rispetto per la vita umana dal suo “vero” inizio.

Tratto da:http://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2016/05/11/e-vita-fin-dal-primo-istante-del-concepimento-a-dirlo-non-e-la-chiesa-ma-la-scienza/
Charlie Gard

Comitato Verità e Vita COMUNICATO STAMPA N. 194 DEL 26 LUGLIO 2017

EUTANASIA EUGENETICA DI STATO ALL’INGLESE: I PIU’ FORTI (MEDICI E GIUDICI) DECIDONO CONTRO LA VOLONTA’ DEI GENITORI CHE PER IL BENE DI CHARLIE GARD E’ MEGLIO CHE MUOIA

Nella vicenda di Charlie Gard, che sta per concludersi nel più tragico e doloroso dei modi si verifica qualcosa di molto strano: un ospedale fa ricorso ai giudici per impedire ai genitori di trasferire il proprio figlio in un ospedale in cui é possibile sottoporlo ad una terapia sperimentale, la sola che in questa situazione poteva offrire al piccolo Charlie qualche possibilità di cura!

Strano perché fino ad oggi i medici hanno fatto ricorso alla Magistratura solo per poter curare i figli quando i genitori impedivano loro di farlo.

Il lungo tempo trascorso, circa sei mesi - metà della stessa vita di Charlie - tra la prima richiesta dei genitori e l’accettazione del consulto con gli esperti, non hanno sicuramente giocato a favore di Charlie, costretto a lottare non solo con la sua rara malattia ma soprattutto con i rimpalli di tecnocrati che hanno voluto imporre le loro scelte ed accusare anche chi la pensa diversamente da loro di scarsa obiettività e di interessi economici personali.

Sia giudici dell'Alta Corte londinese che medici e dirigenti dell'ospedale (in cui Charlie Gard è trattenuto contro la volontà dei genitori) hanno voluto cocciutamente far prevalere le loro egoistiche professionalità e convinzioni ideologiche: di fronte alla gravità della situazione bisognava mettere in atto ogni procedura, anche sperimentale,

Avere una malattia fino ad oggi inguaribile non significa che chi ne è affetto diventi automaticamente incurabile, per cui la cosa migliore è affrettarne la dolce morte ricorrendo ad una sedazione profonda-terminale e sospendendo un supporto vitale qual è la respirazione artificiale, che serve a fornire ossigeno - sia in ospedale che a casa – a centinaia di migliaia di persone che non non possono procurarselo spontaneamente sia in Inghilterra che nel resto mondo.

La sospensione dei supporti vitali (idratazione, alimentazione, respirazione artificiale) è un grave errore, sia dal punto di vista etico che deontologico, è la negazione del compito proprio del medico. Nel caso di Charlie la respirazione artificiale non può essere considerata accanimento terapeutico – come il professore editorialista di Avvenire stamattina ha asserito ad Unomattina estate – perché senza creare pesanti aggravi sta efficacemente svolgendo la sua normale funzione di assicurare l’ossigenazione al piccolo paziente, che “Il team americano e italiano era ancora disponibile a curare Charlie dopo aver visto la risonanza magnetica e l’elettroencefalogramma effettuati la scorsa settimana. Non è cerebralmente morto (e mai lo è stato). Ancora ci risponde, perfino adesso”, ed il cui cuore pulsa regolarmente ed i cui polmoni con l’apporto dell’ossigeno continuano a svolgere la loro naturale funzione.

Purtroppo ciò che abbiamo ripetutamente denunciato in altri nostri comunicati e riflessioni sulle dat, cioè che i medici hanno il potere di influenzare negativamente i genitori sulle scelte terapeutiche per i loro figli presentando solo gli aspetti negativi della situazione clinica senza tenere conto della loro dignità di persona e del loro diritto a vivere nonostante le loro disabilità, si è verificato puntualmente nei genitori di Charlie! La linea eugenetica, che riconosce il diritto di vivere solo a chi ha tutti i canoni dell’efficienza e della produttività, ha prevalso “Si è considerato che i muscoli di Charlie si sono deteriorati fino a un punto che è fondamentalmente irreversibile e, qualora il trattamento funzionasse, la sua qualità della vita non sarebbe quella che vorremmo per il nostro prezioso piccolo bambino. Entrambi hanno concordato che il trattamento sarebbe dovuto iniziare molto prima”.

Se verrà sospesa la ventilazione artificiale Charlie Gard morirà non a causa della sua rara malattia genetica, ma perché dispoticamente i medici ed i giudici l’hanno privato del supporto vitale indispensabile a lui come ad ogni uomo vivente sulla Terra.

RELAZIONE MORALE ANNO 2016

Nell'anno 2016 il nostro Centro ha visto nascere 17 bambini, per un totale di 281 nuove vite aiutate a nascere dal 1982, anno di apertura della sede. Abbiamo gestito due Zainetti per la Vita. Si tratta di contributi erogati a distanza da parte di famiglie e gruppi per evitare che una gravidanza venga interrotta per meri problemi economici.

La nostra utenza quest'anno è stata complessivamente di 94 donne:
18 gestanti, 4 delle quali dall'anno precedente. Delle 14 nuove utenti in gravidanza, 2 sono italiane e 12 straniere.
61 donne non gestanti, con figli fino ai tre anni, assistite con varie forme di aiuto.
In diversi casi abbiamo procurato mobili e elettrodomestici usati che ci sono stati donati, biancheria, oggetti per la casa ecc. Oltre ai corredini forniti ai neonati (con integrazioni ad ogni cambio di taglia), abbiamo fornito abbigliamento a 172 bambini. Specifichiamo che nel caso di famiglie numerose cerchiamo di rispondere alle richieste di abbigliamento anche per i bambini più grandi e che il servizio di riciclo abiti si estende ai bambini di famiglie in difficoltà fino a circa 13 anni.

I nostri interventi economici a favore delle famiglie in difficoltà sono coperti dai progetti, dalle offerte dei benefattori e soprattutto dal significativo contributo della Diocesi, in mancanza del quale non potremmo pensare di avviare progetti o di andare incontro a esigenze che non rientrino nei progetti stessi.
Abbiamo gestito un progetto iniziato nel 2015 in collaborazione con la Fondazione Comunitaria del V.C.O. che ha permesso di acquistare quanto necessario a gestanti, neonati e bambini fino ai tre anni di età di famiglie in difficoltà economica.

Per quanto riguarda l'aiuto alle donne che dobbiamo aiutare ad evitare l'aborto, abbiamo appoggiato l'iniziativa “Zainetto per la vita” patrocinato da Federvita Piemonte. Siamo a disposizione per informazioni e raccolta fondi da destinare all'iniziativa.

Abbiamo inviato al Punto Famiglia per la frequenza al corso sulla regolazione naturale della fertilità alcune utenti.
La serata del 20 febbraio 2016 è stata dedicata al Café Teologico “L'aborto non lascia traccia?” - relatrice la dott.ssa Cinzia Baccaglini.

Durante la Giornata della Vita 2016 sono state raccolte offerte per \ 2.983,46. Ringraziamo di cuore tutti i benefattori e i sacerdoti delle Parrocchie che hanno aderito all'iniziativa.
Un ringraziamento particolare va alle volontarie che seguono le utenti, a chi si occupa di riordinare il magazzino e a chi si occupa dello spostamento dei mobili e degli oggetti di puericultura pesante e della distribuzione delle primule durante la giornata per la vita.

A tutti i volontari, ai soci, ai benefattori e a quanti pregano per l'attività del Centro auguro di cuore anche per questo nuovo anno buon lavoro per la vita.

Il Presidente
(Laura Cristofari)

Verbania, 24 gennaio 2017
×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti